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Fine emergenza Covid-19: cosa ne sarà dei coworking?



Il 31 marzo terminerà l'emergenza Covid e i dipendenti delle aziende dovranno necessariamente tornare in ufficio. Cosa accadrà ai coworking?

Lo smart working, a casa o in coworking, potrebbe avere vita breve. Lo stato di emergenza sta per terminare, i dipendenti delle varie aziende saranno costretti a tornare in ufficio, ma il lavoro come lo abbiamo sempre vissuto, ormai è totalmente cambiato.


È necessario ripensare a un nuovo concetto di lavoro a distanza al fine di sostenere le esigenze di tutti. Qualche mese fa abbiamo parlato del near working, cioè degli uffici a metà strada tra l'azienda madre e la propria abitazione. Questa spazi di lavoro sono situati in varie zone della città, così da ridurre la distanza tra l’abitazione privata e l’ufficio.


Lavorare da casa non è stato così semplice, per questo motivo molti hanno deciso di affittare una postazione in coworking a Torino o un ufficio privato. Mantenere un equilibrio tra vita privata e lavoro non è stato semplice: tecnologia poco adeguata, alle mansioni da svolgere, ha creato molti disagi, così come il perenne isolamento, zero contatti con i colleghi, poca condivisione e quell'amara sensazione di essere sempre operativo e connesso. Aggiungiamoci, anche, gli spazi in casa adibiti alla bell'e meglio in mini uffici, ha contribuito ad alimentare quel clima di confusione che non consente di separare opportunamente il tempo del lavoro dai momenti di vita privata.


Secondo Massimo Carraro, fondatore del Network di Coworking indipendenti “Rete Cowo®”, (di cui facciamo parte): “Lavorare da casa o in ufficio deve essere una scelta per i dipendenti, integrabile con altre possibilità che prevedono di operare in spazi condivisi o di spostarsi in un’altra località grazie a strutture turistiche sempre più attrezzate in quest’ottica, al fine di definire un reale miglioramento della qualità della vita in smartworking. I coworking – continua Carraro – possono essere la rete nodale informativa per lo sviluppo di un network di conoscenza tra le varie offerte disponibili. L’incremento di questi servizi diventa anche un’opportunità nel miglioramento del lavoro dei liberi professionisti che, fino ad oggi, hanno avuto difficoltà nella gestione delle loro attività al di fuori di ambienti domestici strutturati e coworking”.


Oltre ai liberi professionisti, abituati da molto tempo a lavorare in autonomia, sono tutti in grado di essere produttivi da remoto? Per dare una risposta a questa domanda, è nata una figura professionale negli spazi di coworking, il Digital Coworking Manager. Perché è necessaria una figura simile? Poiché lo scopo del coworking non è solo quello di ospitare liberi professionisti o dipendenti di azienda, ma anche condivisione, creare senso di comunità e relazioni. Il coworking dà la possibilità di eliminare le distanze, limiti geografici e tecnologici per svolgere il proprio lavoro. Questo spazio di lavoro condiviso diventa un social network reale in grado di collegare abitanti e quartieri, rilanciando attività locali, connettendo coworking con altri coworking. I benefici?

  • crescita e sviluppo dell’economia locale;

  • nascita di relazioni tra cittadini;

  • miglioramento del work life balance dei dipendenti che evitano situazioni di pendolarismo;

  • possibilità di nuove relazioni professionali tra aziende e liberi professionisti che animano il coworking con relativa contaminazione di idee;

  • impatto positivo sulla riduzione del traffico e dell’inquinamento urbano.

Se invece vuoi approcciarti a questa nuova professione, quali sono le caratteristiche che dovresti avere? Capacità di gestire una community, sensibilità ai rapporti umani, conoscenza delle dinamiche di gruppo, competenze di social media marketing, capacità di creare relazioni con le realtà commerciali e ricreative della zona e con le aziende dove lavorano i dipendenti che la abitano, ricerca di formatori per colmare gap della community aziendale presente. Non più solo manager di uno spazio ma facilitatore di connessioni professionali e umane attraverso incontri dal vivo e relazioni digitali.

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