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Smart working 2022: cosa succederà?


Smart working, lavoro agile, lavoro da remoto o telelavoro. In qualunque modo tu lo chiami, lo smart working resterà anche se in modalità diverse.


Il dibattito riguardante lo smart working è spesso superficiale, si parla solo degli aspetti negativi che ha avuto su molti esercizi commerciali che puntavano sui lavoratori in pausa pranzo, costretti a reiventarsi, concentrandosi sul turno serale.


Il ministro Brunetta da settimane insiste per superare definitivamente lo smart working e riportare al più presto i dipendenti pubblici in ufficio, riducendo progressivamente al 15% la quota di lavoro da casa. Il ministro critica l'efficacia del lavoro da remoto: "È un lavoro a domicilio all'italiana. Su Wikipedia in inglese si dice che è un lavoro self service, all'italiana, da casa. Pensare di proiettare questo tipo di organizzazione nel futuro mi sembra un abbaglio. È nata nell'emergenza, è stata costruita dall'oggi al domani spostando l'organizzazione del lavoro pubblico dalla presenza al remoto, a casa, senza contratto, senza obiettivi, senza tecnologia". Non solo, in questo anno e mezzo, dice Brunetta, la modalità "non ha garantito i servizi pubblici essenziali. Quelli li hanno garantiti i lavoratori della sanità, medici e infermieri, i lavoratori della sicurezza, carabinieri e poliziotti. I lavoratori in smart working non hanno affatto garantito questi servizi".


Se alcuni lavoratori credevano che le aziende avrebbero optato per la riduzione dell'orario, dobbiamo dargli una spiacevole notizia: non avverrà. Però, molte realtà del settore privato, hanno già implementato lo smart working e intendono mantenerlo con alte percentuali anche al termine dell'emergenza sanitaria: Poste, Unicredit, Bnl, Vodafone, Enel tra le altre.


A livello normativo, esiste la legge del 2017 che ha introdotto lo smart working nel nostro ordinamento, dopo che nel 2015 la cosiddetta legge Madia ne aveva previsto una iniziale sperimentazione. Il Piano integrato della Pa che assorbe il Piano organizzativo del lavoro agile (Pola) e che andrà definito entro il 31 gennaio 2022, dovrà prevedere, per le attività che si possono fare da remoto, che almeno il 15% dei dipendenti possa sfruttare l'opportunità. Come specifica il Sole 24 Ore, "l'intesa individuale dovrà indicare le giornate dedicate al lavoro a distanza e quelle in cui è prevista la presenza in ufficio, fissare le modalità di esercizio del potere direttivo e di controllo del datore di lavoro ma anche le misure tecniche e organizzative necessarie per assicurare la disconnessione del lavoratore» nei periodi della giornata in cui il lavoro non potrà fare capolino".


Come funziona lo smart working

Se pensavi di poter scampare alle call di lavoro, purtroppo anche in questo caso, dobbiamo darti una brutta notizia. Anche in smart working si mantiene la possibilità di essere contattati via telefono o e-mail, salve sempre le 11 ore consecutive di riposo da assicurare a ogni dipendente a prescindere da quali siano i turni di lavoro. Probabilmente ci sarà una corsia preferenziale per lo smart working per i portatori di handicap, i caregiver o chi ha bambini piccoli fino a 3 anni di età.


In futuro si adotterà il lavoro ibrido, un mix tra attività in presenza e da casa. nel privato e nel pubblico lo scenario più diffuso sarà quello del lavoro ibrido, un mix tra lavoro in presenza e da casa. Speriamo in una nuova legge che metta ordine e definisca i confini dello smart working.


Lo smart working, inoltre, aiuta, e di molto, a diminuire gli infortuni in itinere e a decongestionare il traffico nelle città: meno incidenti.

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